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Le Isole Pontine e Flegree cenni storici e curiosità

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Isola di Capri

Divisa in due comuni Capri ed Anacapri, è l'unica del Golfo di Napoli a non avere un'origine vulcanica. L'isola rivela la sua natura calcarea nelle ripide e scoscese pareti dolomitiche di inconfondibile bellezza e nelle numerose cavità naturali, che la rendono celebre in tutto il mondo unitamente alle suggestive cuspidi dei Faraglioni.
Varie le origini etimologiche di Capri: Caprea o “isola delle pietre aspre” per Strabone, Capreae da Varrone per il suo originale profilo nonché per la fauna predominante costituita appunto da capre selvatiche, Kapros ovvero “cinghiale”.
Capri è stata abitata fin da tempi antichissimi, quando era ancora un prolungamento di Punta Campanella e con la quale presenta delle somiglianze geologiche.
I Greci arrivarono nell'isola tra il VII e il VI secolo a.C. ed è da attribuirsi a loro la costruzione della Scala Fenicia, per collegare Marina Grande con Anacapri; ma molto importante per la storia dell'isola fu la presenza dell'imperatore Tiberio, che si stabilì a Capri intorno al 26 a. C. e fece costruire molte ville, di cui si conservano ancora i resti.
Nel 326 a.C. la città passò sotto il dominio di Napoli e divenne la residenza preferita dall'imperatore Augusto, che qui si stabilì ed unificò le due città di Capri ed Anacapri. Durante il periodo medioevale fu integrata nel ducato di Napoli, ma nell' 866 fu assegnata ad Amalfi da parte di Ludovico II come ringraziamento per aver liberato il vescovo dalla prigionia.
Nel X secolo la città fu esposta frequentemente alle incursioni dei corsari e dei musulmani, costringendo gli abitanti a spostarsi nelle aree più alte.
Dominata dai Longobardi, dai Normanni e dagli Svevi, Capri passò nel 1441 agli Aragonesi, in seguito alla lotta di questi ultimi con gli Angioini; in quel periodo la divisione tra Capri ed Anacapri fu sancita di diritto.
Nel 1528 l'isola fu venduta a Girolamo Pellegrino, che divenne conte di Capri in un periodo in cui si intensificavano gli attachi dei corsari: quello più disastroso si ebbe nel 1534 ad opera di Francesco Barbarossa.
Dopo la peste del 1656, che aveva decimato la popolazione, la certosa di S. Giacomo acquisì numerosi possedimenti terrieri abbandonati, diventando il vero centro del potere dell'isola.
Il XVIII secolo fu un periodo di ripresa; nel 1806 i francesi stabilirono dei presidi militari, ma gli inglesi se ne impadronirono e crearono fortificazioni in tutta l'isola.
Nel 1808, Gioacchino Murat diede avvio alla riconquista dell'isola: gli inglesi si arresero e si impadronirono di Capri, realizzando cospicue fortificazioni di cui rimangono ancora tracce visibili.
Capri divenne nel tempo residenza di molti scrittori, che qui trassero spunto per le loro opere. Grazie alle sue bellezze, al clima mite, essa è ancora oggi una delle mete preferite di molti artisti.

Il Porto

Coordinate
MARINA GRANDE - I. DI CAPRI
40°33',43 N 14°14',70 E

Orario di accesso: continuo
Fondali in banchina: da 2 a 9 metri
Radio: VHF canale 71
Posti barca: 310 da 8 a 65 metri
Lunghezza massima in transito: 40 metri
Venti: Nord Ovest prevalente
Traversia: Nord Ovest

Numeri utili

P.T.C. Porto Turistico di Capri S.p.A.
Indirizzo del Marina:
Marina Grande Località Caterola
80073 Capri (NA)
Tel. +39 081 8377602 +39 081 8378950
Fax + 39 081 8375318 info@portoturisticocapri.it

Carte I.I.M.: n. 914, 10, 127, 132, 914/29
Portolano del Mediterraneo: Vol. 1 B pag. 156
Elenco dei Fari parte I: pag 173


A Capri sono due i fari. Il faro del Capo Tiberio (il n. 2600) è descritto nella carta precedente. In alto, a quota 334 m, sorge la chiesa di S. Maria del Socc.. La costa a Sud del capo è scoscesa e compatta; il fondale è subito profondo. Punta Carena, all'altro estremo dell'isola, si protende all'estremo SW dell'isola. Le sue coste sono rocciose e frastagliate: è dominata dalla Torre della Guardia, visibile solo dal largo. Il faro n. 2612 si trova, a Punta Carena, su di una torre poligonale, posta su costruzione a 2 piani, dipinte di bianco. Il porto, nella parte settentrionale, è nella rada di Marina Grande e nella bella stagione è spesso molto affollato. In rada si può ormeggiare fuori dal porto, sul lato di ponente. A lavante con il maestrale è meno riparato. Con forti venti settentrionali si può ancorare a Marina Piccola, nella bella rada delimitata a E dai Faraglioni.

Distanze via mare: Napoli mn 18 – Ischia mn 18 - Salerno mn 27 – Ponza mn 63 – S. F. Circeo mn 67 – Isole Eolie (Stomboli) mn 112 – Isola di Ustica mn 121

 

 

 

 

 

 
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pianta dell'isola di capri

 

 

 

 

 

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